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Taormina

Costituisce certamente un vanto per tutta l'isola perché sa offrire ai possibili visitatori dei validi spunti culturali, storici, sociali e folkloristici davvero interessanti. Il turista interessato ha davvero l'imbarazzo della scelta: può effettuare un giro storico-culturale della città per ammirarne i beni culturali come la Cattedrale dedicata a San Nicolò, le varie chiese, i suoi palazzi e, una delle attrazioni principali, il famoso Teatro Greco. Taormina è agevolata da un clima mite, valorizzata dalla ricca vegetazione e dalla vicinanza ad altre località turistiche. Essa è caratterizzata dai siti naturalistici come la Baia di Mazzarò delimitata da Capo Sant'Andrea e l'Isola Bella e dalla florida vegetazione, degnamente rappresentata dal Giardino della Villa Comunale.

Etna

L'Etna è anche meta ininterrotta delle visite di turisti interessati al vulcano e alle sue manifestazioni in virtù del fatto che è uno dei pochi vulcani attivi al mondo ad essere a portata di mano di chiunque avendo a supporto ogni tipo di mezzo di comunicazione per raggiungerlo. Sono presenti infatti anche guide specializzate e mezzi fuoristrada che in sicurezza portano fino ai crateri sommitali. Il circondario ha caratteristiche che ne rendono le terre ottime per produzioni agricole, grazie alla particolare fertilità dei detriti vulcanici. La zona abitata giunge fino ai 1000 m.s.l.m. mentre le zone coltivate e boschive vanno fin oltre i 1500 metri. Ampie parti delle sue pendici sono comprese nell'omonimo parco naturale che è meta di turisti amanti della natura e di un sano relax. Nel dialetto della Sicilia orientale il vulcano è chiamato anche semplicemente 'a muntagna.

Isole Eolie

L'arcipelago delle Isole Eolie prendono il loro nome dal Dio Eolo, dio incontrastato dei venti, ed è formato da sette isole disseminate lungo la costa nord orientale della Sicilia, esse sono sparse come a formare una grande y di cui Vulcano è l'estremità più bassa ed Alicudi e Stromboli le due punte rispettivamente più a ovest e più a est. Sono state definite le "sette perle del mediterraneo", questo perchè sono isole di straordinario fascino. Si tratta di vulcani sempre attivi e quando ci si avvicina non si può fare a meno di essere invogliati ad esplorarle. Panarea è la più piccola ma anche la più frequentata da giovani ed offre una vita notturna niente male. Chi va a Vulcano non può non immegersi almeno per un minuto nel laghetto naturale dei fanghi caldi. Lipari, la più grande, è detta la montagna bianca perchè costituita dalla pomice una pietra che in acqua sta a galla. Salina è l'isola che ha affascinato Massimo Troisi infatti e proprio lì che è stato girato il Film "Il Postino", inoltre è famosa per i capperi e per la produzione di Malvasia il famoso nettare degli dei. Stromboli si presenta come un enorme gigante nero col pennacchio infatti quando il sole tramonta è possibile vedere la fiamma del vulcano uno spettacolo unico al mondo. Rimangono Alicudi e Filicudi che sono le più antiche e tutte e due dotate di straordinaria bellezza in quanto sono le più incontaminate. Questo perchè la sera, come vita notturna, non offrono molta scelta. Quindi sono frequentate, principalmente, da persone che vogliono rilassarsi il più possibile godendosi paesaggi unici al mondo. Il nostro consiglio e quelle di poterle visitare tutte perchè ne vale veramente la pena.

Savoca

Savoca, borgo arroccato sopra un colle roccioso. Città d'Arte e paese dalle sette facce, dal 2008 è inserita tra i Borghi più belli d'Italia. Ha un'economia prevalentemente agricola che però si sta votando al turismo culturale. Sussistono coltivazioni di agrumeti, vigneti, uliveti, frutteti, mandorli, ortaggi e, allevamenti rurali di bovini, pecore, capre e suini. Conserva, nel suo territorio, antiche vestigia di origine medioevale, rinascimentale e barocca. È famoso perché possiede una cripta in cui sono custodite ed esposte le salme imbalsamate dei notabili del paese risalenti ai secc. XVIII e XIX e, per essere stato scelto come set di numerosi film di grande successo, come "il Padrino" di Francis Ford Coppola del 1972 e La vita rubata del 2007. Savoca fa parte del comprensorio turistico della Valle d'Agrò ed è altresì comune aderente all'Unione dei Comuni delle Valli joniche dei Peloritani

Gole dell'Alcantara

A 1.200 metri di altezza, sulle pendici dell'Etna scorre, tortuoso e inaccessibile, il fiume Alcantara. Migliaia di anni fa una possente colata lavica, scaturita dal cratere etneo Mojo, invase la vallata ricoprendo il letto del fiume. Raffreddandosi i magmi incandescenti formarono alte pareti di prismi basaltici geometricamente perfetti. Nel corso dei millenni successivi, le gelide e impervie acque del fiume Alcantara erosero la colata lavica disegnando un paesaggio simile ad un canyon, le Gole dell'Alcantara.

Castelmola

Castelmola rientra nella provincia messinese. Il centro si erge a 529 metri sul livello del mare ed originariamente fu edificato per difendere Taormina da probabili attacchi nemici che potevano verificarsi alle sue spalle. La città ha saputo risorgere in maniera caparbia ed orgogliosa dalle distruzioni avvenute ad opera di Dionisio, nel 392 a.C., e degli Arabi, nel 902. Attualmente la città comprende circa 1.156 abitanti. Dal punto di vista culturale ricordiamo innanzitutto i resti cinquecenteschi del Castello. Dal punto di vista sacro, la città va ricordata per la Chiesa intitolata a San Giorgio, probabilmente d'origine seicentesca. Al suo interno si possono ammirare, ad esempio, la seicentesca tela raffigurante "La Madonna del Rosario con Santi Domenicani e Francescani" e quella sempre seicentesca raffigurante "Il Padre Eterno ed Immacolata".

Giardini Naxos

Naxos fu fondata nel 734 a.C. dai Calcidesi dell'Eubea condotti da Tùcles. Presso la città sorgeva l'aria di Apollo Archegetes, per cui Naxos ebbe sempre una preminenza religiosa rispetto alle altre colonie greche della Sicilia. Schieratasi dalla parte di Atene contro Siracusa, fu distrutta da Dionisio I nel 403 a.C. e si ridusse a una piccola borgata senza importanza. In età tardo-romana e bizantina si sviluppò un abitato lungo le rive della sua baia. Gli scavi hanno portato alla luce le mura del VI secolo a.C:, costruite con grandi blocchi poligonali irregolari di pietra lavica.

Forza d'Agrò

Forza d'Agrò, terra antica tra Messina e Catania, è bagnata dal mare Ionio nel quale si specchia dall'alto dei suoi 420 metri. Oggi vi abitano quasi mille persone, delle quali circa 600 nel centro e la restante parte nella località Scifì. Il capoluogo Messina dista 42 km, mentre ad appena 15 km domina la più nota Taormina. Poco più in là si eleva maestosa la cima nevosa e fumante dell'Etna, il "Mongibello". Il territorio forzese ha una estensione di 10,61 kmq, è bagnato dal Mare Ionio ed ha vicino i comuni di Letojanni, Gallodoro, Mongiuffi Melia, Roccafiorita, Limina, Casalvecchio, Savoca e Sant'Alessio Siculo. Due strade di grande comunicazione, la S.S. 114 Orientale Sicula e l'autostrada A18, permettono il collegamento della cittadina con i due grossi centri più vicini: Messina e Catania.

Acireale

Le origini di Acireale sono antichissime; fu la nota Xiphonia. Durante il periodo di dominazione bizantina, conobbe un importante periodo, sia sotto l'aspetto economico che artistico. In questo periodo, proprio i Bizantini, vi fecero costruire il castello di Akis il cui nome deriva dal vicino fiume. Nel 1169 un violento terremoto costrinse gli abitanti a rifugiarsi nei vicini villaggi tra cui Aci. Quando questo territorio passò sotto il controllo della monarchia spagnola, Filippo IV, re di Spagna, cambiò, nel 1642, il nome di Aci con Acireale. Dopo qualche decennio, la città venne tremendamente sconvolta da un devastante terremoto; era il 1693 e Acireale venne quasi totalmente rasa al suolo. L'amore dei suoi abitanti avviò una lenta ma inarrestabile ricostruzione che riportò alla luce molti monumenti importanti che rappresentano un notevole patrimonio artistico e architettonico. Acireale rappresenta oggi un efficiente centro agricolo e commerciale, con una forte vocazione turistica e termale grazie alla presenza di alcune sorgenti di acque sulfuree, cloruro-sodiche, iodiche e radioattive.

Palermo

Il nome della città è di origine greca ("pàn-ormos" cioè "tutto porto") e la nascita della città risale al VIII sec. a.C. Uno dei primi popoli ad arrivare a governare Palermo furono i Fenici a cui seguirono i Cartaginesi e i Romani nel 254 a.C. . Anche in età romana, Palermo svolse il suo ruolo di porto strategico. In seguito, le invasioni barbariche, devastarono la città fino al 535, quando venne occupata dai Bizantini. Tre secoli dopo, la città fu conquistata dagli Arabi che la fecero diventare una delle più belle città del tempo. Furono loro a portare in questa terre, della Conca d'Oro, i primi agrumeti aprendo nuove possibilità di sviluppo economico. Successivamente, nel XI secolo, i Normanni conquistarono la città e, insieme agli Svevi, svilupparono le attività commerciali della città facendola diventare un nodo importante di collegamento fra Europa e Asia.

Agrigento

L'attuale Agrigento è il seguito temporale dell'antica Akragas fondata nel VI secolo a.C., ed esattamente nel 580 a.C., dai Rodii presenti a Gela presso il fiume che poi diede il nome alla città. Il fasto e la gloria che tutta la città assaporò durante il periodo della dominazione greca è sapientemente manifestato nella Valle dei Templi e nel Museo Archeologico. Con l'avvento dei Cartaginesi e delle loro lotte di conquista delle città siciliane, Agrigento fu assediata ed incendiata nel 406 a.C. . Successivamente le due città si allearono. Ulteriore fase storica cittadina è quella determinata dall'avvento dei Romani che la conquistarono definitivamente nel 210 a.C. E la ribattezzarono col nome di Agrigentum. Successiva dominazione fu quella Araba che iniziò nell'828. Infine ricordiamo l'arrivo dei Normanni, esattamente nel 1087. Con essi la città aumentò il suo potere sociale: è ripristinata e riorganizzata la sede vescovile. Si hanno nuove ed interessanti costruzioni come quella riguardante la cattedrale e delle fortificazioni. I secoli successivi videro un costante spopolamento ed una concomitante preponderanza degli interessi vescovili.

Tindari

Colonia greca, fondata nel 396 a.C. Da Dionisio, divenne in breve un avamposto d'importanza strategica. Il monarca siracusano, infatti, nell'intenzione di dominare lo Stretto di Messina ed affermarsi nella Magna Grecia, non poté trascurare quel grande promontorio che si affacciava direttamente sull'antica Mylae (Milazzo) e le Isole Eolie. Sulla base dell'antica acropoli oggi sorge il Santuario del Tindari, costruito in epoca cristiana.

Siracusa

Avete spesso sentito dire che Siracusa è la più grande città greca e la più bella di tutte. La sua fama non è usurpata: occupa una posizione molto forte e inoltre bellissima da qualsiasi direzione vi si arrvi, sia per terra che per mare, e possiede due porti quasi racchiusi e abbracciati dagli edifici della città. Questi porti hanno ingressi diversi ma che si congiungono e confluiscono all'altra estremità. Nel punto di contatto la parte della città chiamata "Isola", separata da un braccio di mare, è però riunita e collegata al resto da uno stretto ponte. La città è così grande da essere considerata come l'unione di quattro città grandissime: una di queste è la già ricordata "Isola" che, cinta dai due porti, si spinge fino all'apertura che dà accesso ad entrambi. Nell'Isola è la Reggia che appartenne a Lerone II, ora utilizzata dai pretori, e vi sono molti templi, tra i quali i più importanti sono di gran lunga quello di Diana e quello di Minerva, ricco di opere d'arte prima dell'arrivo di Verre. All'estremità dell'Isola è una sorgente di acqua dolce, chiamata Aretusa, di straordinaria abbondanza, ricolma di pesci, che sarebbe completamente ricoperta dal mare se non lo impedisse una diga di pietra.

Noto

Noto fa risalire le sue lontane origini alla civiltà del Castelluccio, quando i coloni greci non erano ancora arrivati in Sicilia e i numerosi superstiti dell'armata di Nicia e Demostene, battuti dagli arcieri siracusani nella battaglia dell'Axinaros, non avevano ancora trovato asilo da queste parti. A pochi chilometri dalla città odierna, il villaggio del Castelluccio nella cosiddetta "Cava della Signora" porta le tracce dell'età del bronzo, primo periodo siculo. Sui fianchi di una vallata, l'archeologo Paolo Orsi poté scoprire centinaia di tombe coi loro corredi ancora intatti. Nelle bacheche del Museo Archeologico di Siracusa si possono vedere i vasi dipinti e i lastroni di pietra in rilievo che chiudevano quelle tombe. La continuità della vita è raffigurata nelle linee del sesso maschile che completano il disegno dell'altro sesso. I ruderi d'Eloro e, ancora più a sud, la cittadella bizantina danno il quadro delle epoche che seguirono a quelle del Castelluccio e del Finocchito.